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Stalking mediante social network, sms e posta elettronica

facebook

Configura il reato di stalking la persecuzione attuata con l’invio di video e messaggi tramite un social network ormai famoso come facebook. Lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza del 30 agosto, respingendo il ricorso di un uomo.

La Cassazione si “adegua” all’evoluzione dei mezzi di comunicazione. Ad esempio, tenendo in considerazione l’importanza dei social network, come il famoso facebook, sempre piů utilizzato per condividere stati d’animo, trovare nuovi amici, riallacciare vecchi contatti e, purtroppo, anche cercare con la forza di mantenere in vita una storia d’amore finita.

Č infatti reato di “atti persecutori”, o stalking, cosě come stabilito dall’art. 612-bis del codice penale, la condotta di chi vessa la vittima provocando in lei uno stato di profondo disagio e paura utilizzando facebook. A sancirlo č la sentenza n. 32404 del 30 agosto 2010, con cui la Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere pronunciata dal tribunale di Potenza nei confronti di un uomo che aveva dato inizio a comportamenti persecutori nei confronti dell’ex compagna dopo la fine della loro relazione.

Nel caso in esame il tribunale aveva infatti ritenuto la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza: come si legge nel testo della sentenza, infatti, “le investigazioni hanno dato conto di continui episodi di molestie, concretatisi in telefonate, invii di sms e di messaggi di posta elettronica, nonché di messaggi tramite internet (facebook), anche nell’ufficio in cui la donna lavorava”. L’uomo, inoltre, aveva trasmesso alla vittima, sempre tramite facebook, un filmato che ritraeva un rapporto sessuale tra i due e, non pago, aveva inviato all’ufficio della donna dei cd con immagini intime che la riguardavano, provocandone uno stato di vergogna e ansia che la costringeva a dimettersi. Da ultimo, una lettera “fortemente ingiuriosa e minacciosa” al nuovo compagno della vittima, alla quale aveva allegato altre immagini intime di rapporti sessuali.

Questi elementi, per la Cassazione, individuano il reato di stalking. Con questa sentenza, quindi, viene confermata la linea dura adottata in materia. Giŕ a luglio, con la sentenza n. 27774, i giudici della Suprema Corte avevano stabilito che “integrano il reato di stalking le continue telefonate da parte di persona che ha giŕ posto in essere atti aggressivi, essendo del tutto irrilevante la circostanza che solo alcune telefonate effettuate siano state seguite da effettiva comunicazione, provando esattamente il contrario, essendo comportamento tipico di persecuzione rifiutare la risposta o spegnere il cellulare per evitare ulteriori momenti di ansia e paura”.

Ora, č stata aggiunta anche la persecuzione via facebook.

Scarica La sentenza della Cassazione (150 KB)

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